La Via della Lana 2018

Si terrà per un fine settimana, nei giorni 19, 20 e 21, Maggio 2018, la quinta edizione de La Via Della Lana, la rassegna eventi sulla cultura della Lana che si svolge negli spazi dello storico Lanificio Paoletti di Follina.

La manifestazione accende da diversi anni l’attenzione sui percorsi di senso legati alla lavorazione laniera, riscoprendo dinamiche di recupero e condivisione dei valori legati alla tradizione e creando nuovi significati attraverso la contaminazione con aree progettuali contigue al textile design.

Il tema della quinta edizione, IL FUTURO DELLE ORIGINI, mette l’accento sulla nascita e sviluppo della secolare manifattura tessile a Follina e dintorni resa possibile dall’abbondanza d’acqua e di greggi, con l’intento di lanciare un percorso di innovazione dell’industria, del territorio e della sua comunità.

Report Archeofest – V Edizione del festival di archeologia sperimentale

V edizione del festival di archeologia sperimentale, organizzato da Associazione Culturale Paleoes – eXperimentalTech ArcheoDrome in collaborazione con il Museo delle Civiltà L. Pigorini, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia. Roma 28 aprile e 4 – 6 maggio 2018.

Si è appena conclusa la V Edizione del festival di archeologia sperimentale, organizzato da Associazione Culturale Paleoes – eXperimental Tech Archeo Drome in collaborazione con il Museo delle Civiltà Preistorico Etnografico L. Pigorini, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia.

Il festival si è svolto a Roma, il 28 aprile a Villa Giulia con un pre-evento dal titolo: Aspettando l’Archeofest e dal 4 al 6 maggio al Museo delle Civiltà, con la manifestazione aperta al pubblico, che ha visto il coinvolgimento degli sperimentatori. Nell’ambito di questa manifestazione, nelle giornate del 4 e 5 maggio presso il Museo delle Civiltà si è tenuto il convegno dal titolo: Transumanza. Popoli, vie e culture del pascolo, dedicato alla la transumanza
e alla cultura pastorale dalla preistoria ai nostri giorni, a cura tra gli altri di Fabrizio Frascaroli dell’Associazione Rete Appia Pastorizia, che ha partecipato anche con un proprio contributo insieme a Nunzio Marcelli, anche lui tra i fondatori dell’Associazione.

Il pastoralismo transumante è in effetti una perfetta risposta adattativa dell’uomo alle particolari condizioni ambientali ed ecologiche. In funzione di questi fattori si è evoluta l’interazione con il territorio e conseguentemente le strategie produttive della tradizione, che hanno originato forme e modalità differenti di pascolo vagante (Carrer). Tra tutte la transumanza storica, epica: la transumanza che dai pascoli invernali delle grandi pianure costiere muove ogni stagione migliaia di capi verso i freschi pascoli estivi delle montagne attraverso grandi vie d’erba (Frascaroli), ovvero itinerari codificati attraverso i millenni, che hanno segnato le linee di comunicazione della civiltà.
Il fenomeno della transumanza è oggi al centro dell’interesse della comunità scientifica, grazie anche alla recente candidatura presentata presso il Consiglio Europeo per riconoscere a questa pratica il giusto valore di patrimonio culturale ed etnografico che merita.
Il convegno mette a fuoco alcuni aspetti etnografici della pastorizia e del pastoralismo transumante, grazie al contributo degli antropologi, che sottolineano come pratiche economiche locali, spesso presenti in forma residuale sono legate al territorio e allo sfruttamento delle risorse che la natura offre. Da alcune delle esperienze di studio riportate (Rizzo) emerge come, laddove non sono mai state interrotte le pratiche economiche locali, originarie e fondative della comunità rurale, è stata assicurata la continuità identitaria e la sopravvivenza della comunità stessa, nonostante le calamità naturali o lo spopolamento progressivo. Questa etnografia offre uno spunto illuminante per qualsiasi progetto volto a individuare una strategia per il ritorno verso i territori e le attività liminari. L’obiettivo preliminare da porsi è dunque il rinnovamento
delle leve culturali del territorio, perseguibile attraverso la riattivazione degli aspetti funzionali propri di uno specifico territorio. In questo senso anche le candidature UNESCO (Ventura) possono offrire ricadute interessanti dal punto di vista economico, in primo luogo come opportunità per il turismo culturale, dolce e sostenibile, che contribuisce al riscatto economico delle aree più liminari, ordinariamente escluse dall’offerta turistica. Naturalmente al centro dell’operazione deve esistere una comunità di riferimento su cui e per cui la
candidatura viene modulata, ovvero i pastori.

Certo è che la comunità dei pastori è in sofferenza, a causa in parte del mancato riconoscimento istituzionale della specifica tipologia dell’allevamento estensivo e transumante, a cui pertengono esigenze profondamente diverse da quelle dell’allevamento stabulare o intensivo, ma che, diversamente da questi, sviluppa con il territorio e i contesti locali una interazione profonda e di lunga durata. Il sostegno alla pastorizia (Marcelli) è oggi offerto esclusivamente in termini di contributi in denaro, erogati quantitativamente in funzione della natura giuridica dell’azienda e del numero di capi, senza particolare attenzione a tutti quegli aspetti che invece formano il carattere peculiare distintivo e identitario di una pratica che è in primis un bene della tradizione etnografica e un valore culturale di ampio respiro.

Simona Messina

8 maggio 2018

 

Sheepnet: 3° Workshop Nazionale Italia Maggio 2018

Si terrà il 9 maggio alle ore 9:30 presso il centro di Bonassai di AGRIS. I membri del gruppo discuteranno delle soluzioni che la delegazione italiana ha “acquistato” dalle altre nazioni nel workshop internazionale di Timisoara e si produrrà del materiale per dare agli allevatori degli altri paesi che hanno “acquistato” le soluzioni italiane, suggerimenti pratici sulla loro applicazione.

Comunicato Stampa Rete della Pastorizia Italiana

Roma 27 Marzo 2018

Nasce APPIA – Rete Italiana della Pastorizia Onlus

In Italia, la pastorizia non gode ad oggi di grande visibilità e considerazione, nonostante rappresenti un’attività fondamentale per l’economia e per il territorio. Per far fronte a queste problematiche, nasce APPIA – Rete Italiana della Pastorizia Onlus, che riunisce allevatori, professionisti del settore veterinario e agro-silvo-pastorale, ricercatori ed accademici.

Lo scorso 23 febbraio, presso la sede del Parco Regionale dell’Appia Antica a Roma, presso cui la Rete ha eletto la propria sede, i 20 soci sottoscrittori si sono riuniti per dare il via ufficiale alle attività della rete.
La Rete Appia si pone l’obiettivo di garantire la rappresentatività di un intero comparto a livello nazionale ed oltre, garantendo il contributo ed il supporto anche delle realtà locali i cui obiettivi siano convergenti sulla tutela dell’allevamento di tipo estensivo e transumante.
Durante l’Assemblea di Roma sono stati definiti i gruppi di lavoro composti dai soci stessi. I temi che verranno sviluppati coprono le maggiori sfide che la pastorizia sta affrontando: rapporto con le aree protette, convivenza con i predatori, valorizzazione delle filiere produttive, iniziative volte alla formazione ed all’innovazione, nonché miglioramento della visibilità tramite un’adeguata campagna di comunicazione. Verranno attivati collaborazioni e partenariati con organizzazioni di altri paesi, anche nell’ottica della condivisione di battaglie comuni, quali la riforma della Politica Agricola Comune. Alla Rete possono aderire tutte le cittadine e i cittadini, nonché le associazioni di pastori ed allevatori che intendono contribuire alla realizzazione degli scopi sociali e ad osservare lo Statuto.

 

 

Maggiori informazioni ed il modulo di adesione sono reperibili al sito www.retepastorizia.it
Verdiana Morandi – Presidente
Gavino Pulinas – vice Presidente
Antonello Franca – Rappresentante legale
Simona Messina- Segretariato presso sede del Parco Regionale dell’Appia Antica (Roma)

Per info e contatti: appia.pastori@gmail.com

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